Il turista postmoderno, seconda parte.
La terza caratteristica posta in risalto è relativa alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e si riferisce alla possibilità di osservare, confrontare e contestualizzare un luogo senza lasciare fisicamente la propria dimora. Feifer si riferiva principalmente alla televisione, ma ora questo tema è decisamente rilevante in quanto le nuove tecnologie consentono non solo di guardare – atteggiamento passivo, tipico del mezzo televisivo – ma anche di interagire, approfondire, sperimentare, immergersi profondamente in esperienze di mondi e situazioni esterni, come ad esempio i mondi tridimensionali digitali, tra cui Second Life, oppure, più semplicemente, mappe geografiche interattive rese in tre dimensioni attraverso fotografie a 360° della realtà, come le Google Maps, versione StreetView.
Un elemento in più riguarda il momento post-visita, dove si instaura la fase del ricordo e della memoria delle esperienze vissute. Le tecnologie digitali hanno una funzione importante in questo processo. Riescono a superare alcuni limiti della mente umana; in particolar modo riguardo al dimenticare e alla condivisione. Dimenticare ha nella nostra cultura un’accezione prevalentemente negativa; l’uomo infatti ha sempre considerato questo come un limite intrinseco (Granelli, 2006). Per questo uno dei percorsi di sviluppo dell’Information Technology (IT) è stato proprio quello legato alla persistenza nel tempo delle informazioni. Internet inoltre ha ampliato le possibilità, non tanto di immagazzinamento dell’informazione, quanto più della sua reperibilità e della sua condivisione verso l’esterno.