Pubblicato da: dariodart | febbraio 13, 2008

Virgin flight experience

Virgin cabin

Che alla Virgin, quella di Richard Branson, fossero più avanti lo si sapeva già.

Ma il restyling della Virgin America è veramente interessante: design e marketing esperienziale più tutto quello che ci avevano sempre promesso sui viaggi aerei e nessuno aveva mai fatto.

Sul sito della Virgin America c’è una sezione dedicata alla VADifference (tutto in flash – fighissimo ma un dramma di lentezza) tutta incentrata sul tema dell’amore. In 7 sezioni descrivono il tipo di travel experience che vogliono fornire ai propri viaggiatori (ma si dice fornire un’esperienza?). Si parte da un grande schermo con la parola LOVE, amore per il cliente e i suoi bisogni, ma anche amore tra i clienti; le luci all’interno della cabina passeggeri sono in tema, soffuse con colori caldi dal rosso al viola al blu e soprattutto non esiste più acceso/spento, ma si modificano dolcemente a seconda della luce esterna. Sedili in pelle nera, minibar selfservice. Ogni sedile è dotato di schermo da 9 pollici per guardare film (8 dollari per Una notte al museo mi sembrano troppi però), ascoltare musica o chattare con gli altri passeggeri con una tastiera digitale. I sedili della prima classe hanno addirittura il vibromassaggio! A breve ci sarà connettività internet a bordo: sono curioso di sapere se sarà un’internet aperta o un walled garden. I partner del progetto comprendono tutte le più grandi media company, ma anche google, la land rover(?) e altri.

Trasformare un normale spostamento aereo in un esperienza memorabile è un modo per evitare il processo di commoditization che sta subendo il settore aereo.

Come ho fatto a sapere del progetto?

Beh, in rete sta girando notizia di 2 ragazzotti che si sarebbero conosciuti su un aereo della virgin lo scorso 31 dicembre e si sarebbero innamorati l’uno dell’altra. E ora starebbero videobloggando la loro relazione e il loro viaggio amororso sul sito www.wemetonvirgin.com. Uso il condizionale perché secondo me si tratta di una campagna di viral marketing della Virgin. I tags del sito sono: documentary, comedy, funny, quirky, love, romance, virgin, virgin america.

Provate a dare un’occhiata al sito e sappiatemi dire cosa ne pensate.

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Pubblicato da: dariodart | febbraio 13, 2008

Il terzo capitolo non è ancora finito.

Dannazione!
Pubblicato da: dariodart | febbraio 8, 2008

Stateofthenet#2

Eccellenti interventi di Enzo Rullani e Luca De Biase.

E poi Ross Mayfield ha spiegato i fondamenti del social software, wiki insomma.

In questo momento Dainesi, Zamperini e Semple stanno parlando di networks all’interno delle aziende.

Pubblicato da: dariodart | febbraio 8, 2008

Stateofthenet #1

Primo intervento di Sifry (Technorati) sui numeri dei blog in rete, Tagliapietra e Quintarelli sull’accesso alla rete. 

Pubblicato da: dariodart | febbraio 8, 2008

Era una vita che volevo farlo

Liveblogging from State of the net a Udine!

Pubblicato da: dariodart | febbraio 7, 2008

Non è un barcamp!

Domani, se tutto va liscio,  si va a Udine a vedere, sentire, partecipare a State of the net.

Pubblicato da: dariodart | febbraio 6, 2008

Keyword generiche

BookingBlog riporta un’analisi si GoogleUK e ComScore sulle ricerche dei turisti sul motore di ricerca.

Pubblicato da: dariodart | febbraio 3, 2008

Personal vs public tranportation

Nella vita di tutti i giorni il dilemma auto/mezzi pubblici spesso non si pone neanche. L’auto domina. Vuoi per ragioni di praticità o comodità, oppure per stato sociale – negli autobus di provincia vi sono solo studenti e immigrati.

Ma il turista no. Il turista delle città è costretto a usufruire dei mezzi pubblici. L’autobus o la metro per spostarsi in città, il treno come migliore amico per girare.

Il turista indipendente è un moderno esploratore. Deve districarsi tra tabelle orari, prezzi e tempi, disservizi e lentezze, fino a stare attento alle piccole, piccolissime lettere “f” o “F”, che possono fare una gran differenza!

Google cerca di aiutarci ancora un’altra volta con Transit. Avete presente le GoogleMaps? Ecco, si tratta della stessa cosa ma ora il tragitto presentato non è quello che faremmo usando la nostra auto, ma attraverso i mezzi pubblici disponibili.

Non sarà facile per Google convincere le aziende di trasporto a condividere le proprie time schedule, soprattutto con le piccole, quindi i tempi si preannunciano lunghi. Per ora le aziende italiane che hanno aderito sono l’ATAF di Firenze e il Gruppo Torinese Trasporti. Altre europee sono Sbb e Vbz che coprono tutta la Svizzera e una in UK. Il resto è Stati uniti, Canada e Giappone.

Transit inoltre consente di fare un confronto tra tempi e costi di uno stesso tragitto con l’automobile o con i mezzi pubblici. Sarebbe interessante se riuscissero a integrare anche un’indicazione sulla quantità di inquinamento prodotto nei due casi.

Eccolo qui, provalo!

Pubblicato da: dariodart | febbraio 1, 2008

Jaunted riporta una notizia della Cnn in versione turistica.

Le comunicazioni internet si sono interrotte dal medio oriente sino all’India, eccetto alcuni stati,  a causa della rottura di cavi dorsali sottomarininel Mediterraneo. Questo ha causato disservizi ad aziende, privati, a chiunque. Anche quindi al nostro immaginario giovane turista che non ha potuto uploadare fe foto della festa di ieri su facebook, non ha potuto informarsi sulla mobilità di Dubai e non ha potuto rispondere ad una mail piuttosto urgente che gli aveva mandato un collega di lavoro.

So that’s why you haven’t been able to upload your photos at the Internet cafe in Jodhpur. Two big underwater communications cables under the Mediterranean got damaged yesterday, hampering web access from Egypt to India. The slow-down scared more than just photo-happy tourists: Passengers on Emirates Airlines, with its headquarters in Dubai, feared their flights would be grounded.
Still, airline reps say there aren’t problems with scheduled flights out of the region. But that isn’t what Dubai International Airport workers are saying; they’ve reported problems on the ground since the cables were cut.
Not everyone in the Middle East is without YouTube, though. Israel is on a different undersea cable, and folks in Lebanon and Iraq are both able to get online. Lucky: You’ll still be able to research your Euphrates River shark fishing expedition.
Pubblicato da: dariodart | gennaio 30, 2008

Il turista postmoderno #2

Il turista postmoderno, seconda parte.

La terza caratteristica posta in risalto è relativa alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e si riferisce alla possibilità di osservare, confrontare e contestualizzare un luogo senza lasciare fisicamente la propria dimora. Feifer si riferiva principalmente alla televisione, ma ora questo tema è decisamente rilevante in quanto le nuove tecnologie consentono non solo di guardare – atteggiamento passivo, tipico del mezzo televisivo – ma anche di interagire, approfondire, sperimentare, immergersi profondamente in esperienze di mondi e situazioni esterni, come ad esempio i mondi tridimensionali digitali, tra cui Second Life, oppure, più semplicemente, mappe geografiche interattive rese in tre dimensioni attraverso fotografie a 360° della realtà, come le Google Maps, versione StreetView.

Un elemento in più riguarda il momento post-visita, dove si instaura la fase del ricordo e della memoria delle esperienze vissute. Le tecnologie digitali hanno una funzione importante in questo processo. Riescono a superare alcuni limiti della mente umana; in particolar modo riguardo al dimenticare e alla condivisione. Dimenticare ha nella nostra cultura un’accezione prevalentemente negativa; l’uomo infatti ha sempre considerato questo come un limite intrinseco (Granelli, 2006). Per questo uno dei percorsi di sviluppo dell’Information Technology (IT) è stato proprio quello legato alla persistenza nel tempo delle informazioni. Internet inoltre ha ampliato le possibilità, non tanto di immagazzinamento dell’informazione, quanto più della sua reperibilità e della sua condivisione verso l’esterno.

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