Pubblicato da: dariodart | gennaio 22, 2008

Il turista postmoderno #1

Questo blog tiene in molta considerazione gli interessi dei lettori casuali e qualcuno/a è capitato/a in questo piccolo giardinetto cercando una “analisi del turista postmoderno”. Proviamo subito a dire qualcosa in proposito…

Dal punto di vista sociologico, l’evoluzione del turista è stato delineata da Feifer già nel 1985, con il concetto di “post-turista” (Feifer, 1985). Le caratteristiche identifidate sono molto interessanti: il post-turista, o turista post-moderno, si caratterizza per una diversa consapevolezza del proprio essere turista, sa di essere inserito in un gioco delle parti e sa di dover attenersi al canovaccio che è stato disegnato per lui e che le esperienze che vive non sono realmente autentiche, in quanto parte di quella staged authenticity, che MacCannell (1973) attribuisce al turismo di massa.

Una seconda peculiarità rimanda più ad una trasformazione della società nel suo complesso, cioè ad una maggiore libertà di movimento culturale: il turista non è più vincolato ad una qualche categorizzazione, come lo erano gli aristocratici del Grand Tour alla ricerca della cultura “alta” ed elitaria, ma può sperimentare un varietà di esperienze di tipo molto differente tra loro, reinterpretandole attraverso la propria soggettività. Per spiegare tale concetto è utile riportare Feifer: “[Il post-turista] Ora vuole contemplare qualcosa di sacro; ora qualcosa di informativo, per ampliare la sua conoscenza; ora qualcosa di bello, che lo innalzi e lo renda più raffinato; ed ora qualcosa di diverso, perché è annoiato” (Feifer, 1985, citato in Urry, 1995). Urry stesso approfondisce e concettualizza questo aspetto definendolo come “de-differenziazione”: egli afferma che il modernismo implica lo sviluppo separato di un numero di sfere istituzionali e normative, cioè ognuna con proprie convenzioni e metodi di valutazione. Il postmodernismo invece implica de-differenziazione, cioè un processo opposto a quello della separazione modernista. Un esempio è il dissolversi dei confini tra ciò che è produzione artistica e ciò che ha scopo commerciale, che nel postmodernismo invece sono strettamente legati. Ma è esemplificativo anche il rapporto tra realtà e rappresentazione. Mentre il modernismo ritiene la rappresentazione come finzione priva di autenticità, con il postmodernismo il significato viene creato in misura sempre maggiore dal segno e dalla rappresentazione (Urry, 1995). Il fordismo maturo infatti, ha dedicato le proprie risorse nella creazione di significato semiotico attraverso il marketing e la simbologia della marca o brand (Micelli, 1998).

 

Annunci
Pubblicato da: dariodart | gennaio 21, 2008

Prece funebre

Onnipotente Iddio e Padre nostro, noi ti ringraziamo per la lunga vita che hai concesso, come un tempo di grazia, al sito che ci ha da poco lasciati. E ora, Signore, sazia questo tuo figlio di riposo, di pace e di gioia nel tuo regno per tutta l’eternità. E’ stato un sito dalla vita breve ma intensa. C’era chi voleva rifarlo ma a noi piaceva così, perché suscitava emozioni forti e ci univa tutti in un’unico coro. Rimarrà sempre nei nostri cuori.

Grafico Accessi Italia.it

Pubblicato da: dariodart | gennaio 19, 2008

Italie

Da diverse parti arriva la segnalazione che da oggi italia.it non è più attivo e fa compagnia a italy.it, italia.info, italy.info. Mentre restano ancora attivi italia.com e italy.com e questo, finto sito dell’Enit e primo risultato cercando “trip to italy”, che pertanto rimane sempre il nostro preferito.

Pubblicato da: dariodart | gennaio 8, 2008

L’immagine percepita

Stazione dei treni. Edicola. 6 euro. Economist. Numero natalizio con Mao in copertina. Treno.

Stavo finendo di leggere un articolo, quando il mio sguardo si imbatte su una foto. Una spiaggia assolata e deserta. Questa.

portugal - by nick knight

Si tratta della nuova campagna di promozione turistica del Portogallo con cui si vuole modernizzare l’immagine del paese, creando un parallelo con la California, il “nuovo” per eccellenza. Il principale slogan è “Portugal: Europe’s West Coast”. Le analogie vengono approfondite con riferimenti alle energie rinnovabili (“Portugal: the fastest growing European country in wind energy”, che poi i portoghesi siano anni indietro ai danesi non è stata una preoccupazione per il Turismo de Portugal) e a giovani talenti portoghesi come Cristiano Ronaldo o Vanessa Ernandes.

vanessa-fernandes-triathlon-world-champion-by-nick-knight.jpg

Uno dei propositi è allontanarsi dagli stereotipi dell’Europa del sud, che limitano lo sviluppo del turismo come degli investimenti esteri. Questo è un punto interessante. Probabilmente solo il sud-est asiatico aveva finora legato in maniera così forte la sua immagine globale come driver per turismo e investimenti, considerandoli facce della stessa medaglia. Qui la pagina con il pdf.

Poi ho continuato a leggere…

Pubblicato da: dariodart | dicembre 20, 2007

E’ tutta una community…

Mi sono appena iscritto al social network “InnovazioneTurismo” su Ning. Tra qualche post ne parliamo.

Pubblicato da: dariodart | dicembre 12, 2007

Experiential tourism

playa.jpg

Prima di delineare alcune (delle n possibili) forme di turismo postmoderno, Fabiana Gatti, nel libro “Nuove frontiere del turismo. Postmodernismo, psicologia ambientale e nuove tecnologie“, descrive la transizione verso il turismo postmoderno attraverso l’analisi della letteratura sul turismo.

Le riflessioni accademiche dagli anni ’70 in poi (MacCannell, Boorstin, Cohen, Turner and Ash) si sono incentrate sulla netta dicotomia tra lavoro e turismo, sulla categorizzazione delle motivazioni e dei bisogni del turista, sulla ricerca dell’autenticità degli “oggetti turistici”.

Con gli anni ’90 però altri autori (Lash, Urry, Wickens, Uriely) si fanno avanti nel dibattito cambiandolo radicalmente. Quest’ultimo in particolare definisce le caratteristiche del turismo postmoderno: de-differenziazione tra contesti lavorativi e turistici, moltiplicazione delle esperienze e dei bisogni, importanza della soggettività nella formazione dei significati delle esperienze.

L’analisi si conclude puntando il dito sull’esperienza turistica soggettiva come aspetto chiave del turismo postmoderno. E’ questo l’aspetto più caro alla Gatti, ed è proprio nella diversificazione e personalizzazione dell’esperienza che si gioca la sfida dei servizi turistici. Non più prodotti o servizi, ma esperienze e emozioni sono le risorse centrali dei nuovi modelli di business.

Pubblicato da: dariodart | dicembre 4, 2007

Cool Austria

Austria: www.coolaustria.com

Si tratta della nuova (aprile 2007) community del sito del turismo austriaco www.austria.info. L’obiettivo è di creare una comunità di residenti e viaggiatori precedenti, per aiutare con informazioni il turista prima e durante la visita, con particolare riguardo alla fascia giovane. Tecnologicamente, vi sono tutti gli strumenti del web2.0, tranne i feed RSS. E’ importante l’uso delle Googlemaps per segnalare i punti di interesse con foto. Uno spazio rilevante è dato agli utenti, infatti una sezione del sito è proprio dedicata a mostrare i volti degli altri visitatori e dei residenti, con i quali è incentivato il contatto diretto. Risalto è dato alle attività (ricreative, sportive, culturali), più che alle destinazioni in generale. Non vi sono, ad oggi, video. Registrandosi è possibile uploadare foto (un difetto di usabilità: non si possono linkare le foto da flickr, ma bisogna caricarle nel sito), consigli, o creare amicizie. Gli incentivi alla registrazione sembrano bassi. Uno dei limiti a proposito di Cool Austria è la mancanza di utenti e di contenuti: personalmente ritengo sia necessario maggiore tempo per questo. Forse l’approccio però è stato troppo immediato: altri siti hanno cercato di sviluppare una community un passo alla volta, ad esempio inserendo contenuti per primi, non creando subito una cattedrale nel deserto.

Pubblicato da: dariodart | novembre 22, 2007

Finanziamenti creativi

Domani sarò all’incontro:

Finanziare la creatività

Venerdì 23/11/2007 17:00 – 19:00 VeniceCube Giudecca Venezia

E’ ormai chiaro che la creatività sia uno dei principali fattori responsabili dello sviluppo economico. E’ meno chiaro quali siano le strade da percorrere per favorirla e per incentivare la nascita di nuove imprese in questo ambito. L’incontro, attraverso il coinvolgimento di esperti che si occupano del tema da diverse prospettive, vuole riflettere sulle modalità e sugli strumenti più appropriati per finanziare nuovi modi di fare impresa legati alla creatività.

PARTECIPANO AL DIBATTITO: Stefano Micelli – Dean, Venice International University On. Michele Vianello – Vicesindaco e Assessore all’Automazione, Comune di Venezia Cesare De Michelis – Presidente, Marsilio Editori Tomas Barazza – New Ventures Director, H-Farm Cristiano Seganfreddo – Direttore, Fuoribiennale

Pubblicato da: dariodart | novembre 22, 2007

Holland2.0

Per la rassegna sui siti delle organizzazioni turistiche nazionali, oggi tocca all’Olanda e alla versione statunitense del suo sito.

Holland

Nel mese di giugno 2007 l’organizzazione per il turismo in Olanda ha modificato la sezione dedicata agli Stati Uniti, trasformandola in una “community 2.0” per comunicare in modo nuovo con i turisti americani. Il sito è stato costituito utilizzando i principi e le tecniche del web 2.0 e incentivando gli utenti a produrre contenuti. Vi sono: tag cloud; una finestra per trovare voli aerei, hotel e automobili attraverso Kayak; una sezione è dedicata alle offerte degli operatori turistici; un link allo spazio su Second Life, un calendario con gli eventi più importanti. Sia gli utenti, che gli amministratori del sito possono inserire notizie (anche prese da altre fonti, come il NYT), commenti, feedback, foto e video (caricandoli nel sito o linkandoli da Flickr e Youtube), ad esempio come un video in 3D con il volo radente sui cieli di Amsterdam, realizzato tramite GoogleEarth. Molte sono le possibilità per quanto riguarda il social bookmarking: ogni news può essere segnalata e taggata tramite svariati siti, come Digg, Del.icio.us, Newsvine e parecchi altri. Una sezione è dedicata ai Triplog, cioè blog di viaggio, per la condivisione di esperienze turistiche.

Viene fatto un ampio uso delle mappe e del geotagging: tramite Googlemaps, è possibile segnalare su una mappa tutti i punti di interesse segnalati con un post, come attrazioni culturali o ristoranti. Sono presenti mappe tematiche in PDF da scaricare e stampare a casa. La grafica del sito è molto accattivante. Agli utenti registrati è permesso salvare i propri contenuti preferiti, stamparli in una brochure (attraverso la trasformazione in pdf), etichettare i contenuti (tagging), accedere a sconti e offerte, contattare gli altri utenti del sito. Data anche la giovane età del sito, per ora non sembra molto frequentato [fonte Alexa].

Pubblicato da: dariodart | novembre 21, 2007

Scambio: il cognome per l’innovazione?

Dell’incontro di ieri “Mettersi in proprio” a Venezia mi è piaciuto molto l’intervento di Sebastiano Zanolli. In particolare mi son rimaste impresse le sue parole sulle proprie radici, quando notava che anni addietro era comune presentarsi con il cognome. Un po’ per formalità, ma anche perchè il cognome diceva la famiglia di provenienza ma rappresentava anche le radici, la storia, il contesto. Un cognome comunicava i luoghi di provenienza, il buon nome della famiglia, dava delle garanzie e delle referenze, seppur approssimative. La tendenza attuale di osmosi dei popoli e allentamento dei legami con i luoghi, una volta strettissimi, grazie anche all’economicità dei trasporti si sta enormemente rafforzando.

Subito mi vengono alla mente gli Stati uniti e in primis la California, per il loro fatto di essere “senza storia”, di sentire meno i legami familiari e con i luoghi. Credo non sia un caso che la Silicon valley si sia sviluppata lì: se dovessi individuare uno dei fattori di sviluppo, direi la voglia, il bisogno estremo di innovare e di creare delle persone. E questa deriva proprio dalla mancanza di un passato strutturato. Strutturato con categorie mentali, culture stabili e con legami solidi. Sta proprio qui il Think different di Jobs: “Hai le briglie sciolte, fa’ quello che vuoi, ma fa’ che sia speciale!”

« Newer Posts - Older Posts »

Categorie